Rivista Internazionale di Letteratura

Lo stupore del verso

 

 

Camillo Pennati

 

 

 

ASEFI Terziaria, Milano 2002
Pagine 96, Prezzo € 8,50

 

Lo stupore del verso non risulta essere una semplice raccolta di sillogi appartenenti a tre diversi momenti dell’esperienza poetica di Pennati, ma un vero e proprio libro reso unitario soprattutto dalla persistenza del paesaggio in primo piano, un paesaggio che è quasi rinascimentale nella sua “pienezza” nonostante quanto di pensiero e di movimento gli capiti «dentro» e intorno. Fondamentale e unica è questa capacità di Pennati di non inquinare la natura col sentimento e la ragione malgrado siano essi fortemente presenti. In Pennati le immagini non perdono consistenza, proprio come «il sole che ... pare più sole che mai» di Colori d’inverno, ossia non si confondono con quello che c’è di personale nella percezione. E come dice lui stesso: «È all’immanenza dell’esistere – in cui si trova astrattamente immerso per come se ne estranea ogni dottrinale aberrazione umana in soffocante retaggio – percepita e trasfusa nella fascinazione meditante e musicata del verso che, invero e concretamente intrinsecandosi, risale il suo raffigurato e desiderante stupore». (R.B.)

 

Camillo Pennati è nato a Milano nel 1931. Presente nelle antologie: Poesia italiana del dopoguerra, a cura di Salvatore Quasimodo, Schwarz, Milano 1958; Italian Writing Today, Penguin Books, London, 1967; Italian Writing Today, New Rivers Press, New York 1979; Poesia italiana del ‘900, a cura di E.Krumm e T.Rossi, Milano, Skira, 1995, ha pubblicato i seguenti libri di poesia: Una preghiera per noi, Guanda, Parma 1957; Landscapes, con prefazione di S.Quasimodo, Keepsake Press, Londra 1963; L’ordine delle parole, Mondadori, Milano, 1964; Erosagonie, Einaudi, Torino, 1973; Sotteso blu, Einaudi, Torino, 1983; L’iridato paesaggio, con un saggio di Giorgio Luzzi, L’Arzanà, Torino, 1985; Gabbiano e altri versi, con traduzione a fronte di Ted Hughes e disegni a colori di Lester Elliot, L’Arzanà, Torino, 1990; Il dentro dell’immagine, Shakespeare & Company, Roma 1987; Una distanza inseparabile, Einaudi, Torino 1998; Di sideree vicende, con nota critica di G.Gramigna, Anterem, Verona, 1998. Inoltre per Mondadori ha curato Ted Hughes, Pensiero volpe e altre poesie e Thom Gunn, I miei tristi capitani e altre poesie, per Einaudi Philip Larkin, Le nozze di Pentecoste e per la rivista romana “Trame” una miniantologia di poesia britannica contemporanea. Una miscellanea critica su Pennati è uscita nei quaderni della rivista internazionale di letteratura Hebenon: Scritti sulla poesia di Camillo Pennati, suppl. ad “Hebenon” nn.9-10, Burolo, 2001.